La fine di un matrimonio o di una convivenza è un momento delicato e complesso. Quando le parti coinvolte sono imprenditori o individui con patrimoni da conservare, a queste complessità si aggiunge una preoccupazione fondamentale: la tutela della propria privacy. L’esposizione mediatica e la divulgazione di informazioni personali e finanziarie sensibili possono avere ripercussioni devastanti non solo sulla sfera privata, ma anche su quella professionale e aziendale.
In questo scenario, la tradizionale via giudiziaria, con le sue udienze pubbliche e i suoi atti accessibili, rappresenta spesso un rischio che molti preferiscono non correre. Al contrario, la negoziazione assistita offre una soluzione efficace, riservata e pienamente vincolante, sempre più scelta da una clientela esigente che desidera gestire la crisi familiare con la massima discrezione.
Cos’è la Negoziazione Assistita e quali ne sono i vantaggi
La negoziazione assistita, disciplinata dalla legge 20 maggio 2016 n. 76, è una procedura di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) in cui le parti, ciascuna assistita dal proprio avvocato, cooperano in buona fede per raggiungere un accordo amichevole. A differenza della mediazione, dove un terzo neutrale (il mediatore) facilita il dialogo, nella negoziazione sono stessi avvocati delle due parti a guidare le trattative, costruendo una soluzione “su misura” per i propri assistiti.
Il vantaggio principale, soprattutto per clienti con patrimoni complessi, ma comunque, in generale, per tutti, è la riservatezza. L’intero processo si svolge al di fuori delle aule di tribunale, in un contesto privato e protetto. Gli incontri avvengono negli studi legali e tutto ciò che viene discusso rimane strettamente riservato. L’accordo finale, pur avendo la stessa efficacia di un provvedimento del giudice, non è soggetto alla stessa pubblicità.
I vantaggi non si fermano alla privacy in quanto le parti mantengono il pieno controllo sull’esito della controversia, senza delegare la decisione a un giudice; inoltre i tempi sono drasticamente ridotti rispetto a un procedimento giudiziario, che può durare anni ed, infine, la procedura è estremamente flessibile. La recente Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) ha introdotto la possibilità di svolgere gli incontri anche in modalità telematica, con collegamenti audiovisivi a distanza, garantendo ulteriore comodità e riservatezza.
Alcune delle novità recenti che possono interessare coloro che entrano in negoziazione assistita sono:
- Assegno “Una Tantum” Certificato dagli Avvocati: In caso di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile, le parti possono accordarsi per la corresponsione di un assegno in un’unica soluzione (una tantum). La Riforma Cartabia ha introdotto una novità importante: la valutazione di equità di tale pattuizione può essere effettuata direttamente dagli avvocati, che la certificano nell’accordo. Questo permette di definire in modo tombale ogni pendenza economica.
- Trasferimenti Immobiliari: L’accordo di negoziazione può contenere patti di trasferimento immobiliare, che hanno pieni effetti obbligatori tra le parti. Questo semplifica notevolmente la divisione del patrimonio immobiliare, evitando ulteriori passaggi notarili o giudiziari.
- Modalità Telematiche: Come accennato, la possibilità di condurre l’intera procedura online (sottoscrizione degli atti con firma digitale e incontri in videoconferenza) offre un livello di flessibilità e privacy impareggiabile, ideale per clienti con molti impegni o che si trovano in luoghi diversi.
- La Tutela dei Figli: Una delle principali preoccupazioni dei genitori è garantire che ogni decisione venga presa nel supremo interesse dei figli. La negoziazione assistita offre le medesime tutele di un procedimento in tribunale.
L’accordo raggiunto, se contiene disposizioni relative ai figli minori (affidamento, collocamento, mantenimento), deve essere trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente. Quest’ultimo, se ritiene che l’accordo risponda all’interesse dei figli, lo autorizza. In caso contrario, lo trasmette al Presidente del Tribunale, che convoca le parti entro trenta giorni.
Questo controllo assicura che le decisioni relative ai minori siano conformi ai principi cardine del nostro ordinamento, come il diritto del figlio a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori e a ricevere cura, educazione e assistenza morale da entrambi (art. 337-ter c.c.). L’accordo può dettagliare minuziosamente la ripartizione delle spese ordinarie e straordinarie (scolastiche, mediche, sportive, ricreative), prevenendo futuri conflitti.
La Divisione di Patrimoni Complessi: Quote Societarie e Asset Aziendali
Per imprenditori e titolari di quote societarie, la divisione del patrimonio nella fase della separazione o del divorzio può essere un momento problematico. Con la negoziazione assistita le parti possono negoziare e definire nell’accordo il trasferimento di quote di partecipazione sociale, la liquidazione di asset aziendali o la definizione di complessi rapporti di dare/avere derivanti da patti parasociali o finanziamenti.
L’accordo di negoziazione, una volta sottoscritto dalle parti e certificato dagli avvocati, costituisce titolo esecutivo. Ciò significa che, in caso di inadempimento, la parte creditrice può agire direttamente con l’esecuzione forzata, senza dover prima intentare una causa. Questa caratteristica conferisce all’accordo la stessa forza di una sentenza, ma con il vantaggio di essere stato raggiunto in un ambiente collaborativo e confidenziale.
Se, nonostante la cooperazione, non si riesce a trovare un’intesa, le parti sono libere di adire il tribunale.
Per i clienti con patrimoni, la scelta tra negoziazione assistita e tribunale non è solo una questione di preferenza, ma una decisione strategica. Optare per la via stragiudiziale significa scegliere la riservatezza, il controllo, l’efficienza e la flessibilità e significa proteggere il proprio patrimonio, la propria reputazione e, soprattutto, la serenità della propria famiglia da un’esposizione pubblica non necessaria.